Frontiere

Love is Not an Orange

Otilia Babara / Moldavia, Francia, Paesi Bassi, Belgio / 2022 / 73’ / Rumeno | Sottotitoli in Italiano


Nel primo decennio degli anni Novanta, molte donne hanno lasciato la Moldavia per provvedere alle proprie famiglie. Impossibilitate a tornare a casa, hanno trovato un modo peculiare per rimanere in contatto: inviando grandi scatole di cartone piene di regali e cibo che si potevano solo sognare in quei giorni. In cambio, i loro figli avrebbero mandato loro delle videocassette. Questo scambio è diventato un rituale tra migliaia di famiglie. Le videocamere e i regali hanno permesso a queste madri e figli di condividere scampoli delle loro realtà pur essendo separati.
Attraverso queste archivi privati intimi, il film dipinge la fragilità dei legami familiari attraverso gli occhi di una generazione di madri e figlie costrette a vivere separate per sopravvivere. Nel farlo, ritrae un Paese post-sovietico intrappolato in una svolta della storia. Un Paese le cui donne sono state inconsapevolmente incaricate di guidare la transizione dal comunismo al capitalismo.

Montaggio Pierpaolo Filomeno
Sound design  Mark Glynne
Produttore Hanne Phlypo
Co-Produttori  Simone van den Broek, Christine Camdessus, Otilia Babara
Archivi Archives Moldova’s Independance (1991) Vlad Druck

Otilia Babara
Otilia Babara è una documentarista moldava. Attualmente vive a Bruxelles. Ha conseguito un diploma in regia documentaristica presso il programma europeo di master Docnomads (Belgio, Ungheria, Portogallo) ed è stata selezionata come fellow ai Berlinale Talents nel 2013. Ha diretto e prodotto i cortometraggi Irene (2015), selezionato per diversi festival cinematografici internazionali, e Women on Canvas (2009), premiato al Astra Film Festival e al Cronograf Film Festival. È attratta da coloro che di solito passano inosservati. I suoi film espongono grandi ferite nascoste nei piccoli dettagli ed è affascinata dalle storie non raccontate delle donne.

 

6 maggio
18:00
Cinema Intrastevere
Sala 2
Introduce Roberto Silvestri, critico cinematografico

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