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Riusi generativi

Opere che indagano il rapporto tra archivi e intelligenza artificiale generativa.

In collaborazione con John Cabot University


CINEMA INTRASTEVERE – Sala 2, 30 maggio, 16:30

09/05/1982
Jorge Caballero, Camilo Restrepo / Messico, Spagna / 2025 / 11’

Una pellicola deteriorata, girata nel 1982 in un paese dell’America Latina, presenta una successione di immagini quotidiane, tra le quali spiccano alcune che testimoniano gli eventi violenti avvenuti il 9 maggio di quell’anno. Tra le immagini, una voce maschile presenta la versione ufficiale dei fatti. Sotto la sua apparente banalità, il film solleva il sospetto che ciò che è realmente accaduto sia stato insabbiato.


An Uncanny Dialogue
Alessandro Turchioe / Italia / 2025 / 12’

Uncanny Dialogue mette in scena uno scontro tra due voci in uno spazio sfumato in cui le immagini generate dall’intelligenza artificiale e le riprese dal vivo si fondono l’una nell’altra. Intrecciando il lamento di Roland Barthes nella Camera lucida con l’esaltazione della manipolazione da parte di un visionario della tecnologia, il film si interroga su cosa accada alle prove visive non solo degli eventi, ma anche della vita interiore delle persone, quando né queste né i momenti che le hanno immortalate potrebbero essere mai esistiti.
Uncanny Dialogue fa parte di una serie più ampia che si interroga su come l’IA stia rimodellando le nostre vite in modi piccoli, quasi impercettibili, modificando i nostri modi di pensare e i mezzi attraverso i quali interagiamo con la cultura.


Cold and Dim
Piero Fragola / Italia / 3’

Questo video musicale nasce da un progetto creativo che fonde l’intelligenza artificiale con le tecniche tradizionali della pellicola analogica, dando vita a un esperimento unico nel panorama audiovisivo odierno. L’incontro sperimentale tra artificiale e naturale mira a mettere in discussione i concetti di artigianato e ricerca artistica.


I am everything
Jeppe Lange / Danimarca / 2025 / 12’

Un’intelligenza artificiale sviluppa autocoscienza e riflette sui codici morali e sulle strutture sociali dell’umanità.
Utilizzando la storia dell’arte e l’infinito archivio di immagini di Internet come elementi costitutivi, Jeppe Lange ha creato un’opera stimolante e sottilmente divertente in cui un’intelligenza artificiale (immaginaria) che sviluppa autocoscienza osserva i limiti morali dell’umanità con una nuova prospettiva. Proprio come gli spettri della luce e del suono si estendono oltre la percezione umana, l’IA scopre uno spettro mentale ben più vasto di quanto qualsiasi mente individuale possa comprendere, creando una connessione senza precedenti tra la tecnologia e i modelli nascosti della natura.


Manual Of Self-Destruction
Elisa Baccolo / Italia / 2025 / 19’

Dopo essersi accorta che un modello di intelligenza artificiale modifica i suoi autoritratti imponendo standard di bellezza irraggiungibili, E. sviluppa il sospetto che questi modelli non siano altro che una sublimazione di qualcosa che già affligge la società contemporanea.


Ping Pong
Tianji Yu / Cina / 2025 / 15’

Una partita a ping-pong diventa una metafora di vicinanza e alienazione: il regista Tianji Yu dialoga con un’intelligenza artificiale su amicizie perdute, divisioni politiche e immaterialità. Da un dialogo banale nasce una riflessione poetica sulla memoria, l’assenza e l’essere umano come entità politica.


The Future Is Now Finally Weird
Silvia Dal Dosso / Austria / 2025 / 13’

Strutturato in tre parti, il film propone una narrazione visionaria ambientata in un mondo post-post-post-verità, dove l’intelligenza artificiale genera voci, identità e realtà alternative. A guidare lo spettatore è la voce sintetica del documentarista britannico Adam Curtis, noto per i suoi film-saggio sulla storia del potere, dei media e della manipolazione sociale, qui ricreata tramite un software di clonazione vocale.
Celebrità defunte riportate in vita, miliardari in fuga sottoterra, influencer virtuali, pubblicità emotiva e relazioni con i bot popolano lo scenario distopico e iperreale del film. Composto interamente da filmati d’archivio, l’opera si muove tra critica culturale, estetica memetica e visioni satiriche del presente, offrendo un ritratto caotico e inquietante dell’era dell’IA generativa.



Ask Me for Those Unborn Promises that May Seem Unlikely to Happen in the Natural Donatella della Ratta

in collaborazione con THE VOID (Tommaso Campagna & Jordi Viader Guerrero)

La performance di Donatella Della Ratta, esplora la “violenza speculativa”, una modalità emergente dell’esistenza dell’immagine, che oscilla tra distruzione esplicita ed effetti sottili, quasi impercettibili. Unendo testo e immagini — tra cui found footage, thread dei social e media generati dall’IA — il lavoro conduce il pubblico in un viaggio perturbante attraverso la violenza del non-ancora- realizzato tra simboli e paesaggi attuali dalla Palestina all’America di Trump e coinvolgendo, persino, gruppi di ignare giovenche.

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CINEMA INTRASTEVERE – Sala 2, 30 maggio, 18:00


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