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Il mondo è aperto
di Virginia Eleuteri Serpieri
moroni1art – Vicolo Moroni, 1
Mundus Patet, “il mondo è aperto”, come si diceva nell’antica Roma quando una fossa circolare, posta al centro della città, veniva aperta per mettere in comunicazione il mondo dei vivi con quello dei morti. Walter Benjamin nei suoi Passages parigini scriveva che “nella vita moderna i cosiddetti riti di passaggio, le cerimonie connesse alla morte, alla nascita, al matrimonio, al diventare adulti etc, sono divenuti sempre più irriconoscibili e impercettibili, che siamo diventati poveri di esperienze della soglia e l’addormentarsi forse è l’unica che c’è rimasta.”
Con queste suggestioni nel cuore e nella mente, mi sono soffermata a guardare le porte di Roma che prima distrattamente attraversavo. E mi sono ricordata di alcune sensazioni provate in prossimità di esse. In particolare di una domanda: sarò sempre la stessa dopo averle oltrepassate? Ma ci sono delle porte che mi pongono interrogativi e desideri più delle altre. Davanti agli ingressi delle case dove hanno abitato amici e parenti, ma anche scrittori e artisti che non ci sono più, sento una vertigine dolorosa e l’irresistibile tentazione di suonare i loro campanelli, di varcare quella soglia. La porta chiusa mi fa immaginare che oltre quel limite oggi a me precluso tutto sia ancora possibile.
L’opera si compone di due video monocanale. Il primo è un breve racconto su Roma osservata attraverso le sue porte, con fotografie, suoni e materiali d’archivio. Il secondo è una raccolta di immagini che illustrano il processo creativo e i risultati di questa personale ricerca.
Suono e found footage music Giuseppe D’Amato
Produzione UnArchive Found Footage Fest e Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS
Virginia Eleuteri Sepieri
Virginia Eleuteri Serpieri è regista di film artistici di ricerca e documentari. Dopo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma in tecnica del suono e la laurea in Lettere all’Università degli Studi La Sapienza, si dedica all’arte delle immagini e dei suoni esplorando diversi linguaggi e supporti, dall’uso della pellicola super8, alla computer grafica.
Il suo primo lungometraggio documentario, Amor, prodotto da Stefilm ed Era Film con RAI Cinema, è stato nella selezione ufficiale della 80. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, in quella dei Focal Awards 2024, dei Nastri D’Argento 2024, dei David di Donatello 2025, e ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il Premio Solinas, UnArchive Found Footage Fest, Rome International Documentary Festival e Libero Bizzarri.



