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UnArchive // Expanded

(Re)Constructing the Domestic

Estibaliz Sádaba Murguía / Spagna / 2026 / 10’ (loop)


CASA BORELLI – 26 – 31 maggio

Il progetto nasce da una serie di azioni performative realizzate da diverse donne in cucina. Queste azioni sono state successivamente montate e ricostruite durante il processo di montaggio, insieme a filmati domestici d’archivio. In questi, il corpo femminile diventa un supporto espressivo che occupa lo spazio in modo irriverente, rompendo con le forme di rappresentazione tradizionali. Partendo da questa idea, l’opera invita a riflettere sui ruoli di genere ancora presenti nella nostra società. Questo insieme di riferimenti visivi consente nuove interpretazioni delle narrazioni canoniche: piuttosto che offrire risposte definitive, l’installazione pone domande e propone un dialogo aperto tra lo spettatore e l’opera, intesa come oggetto, azione ed esperienza.


Casa Borelli è uno spazio del Festival dedicato alla presentazione di installazioni d’arte contemporanea. Ogni anno invito un’artista a realizzare un’opera che utilizzi immagini d’archivio e che sia visibile dalla vetrina affacciata sul vicolo cieco accanto al cinema in Trastevere. Casa Borelli offre al pubblico una modalità diversa di fruizione dei materiali d’archivio e delle loro re-interpretazioni, pur rimanendo in sintonia con l’impostazione editoriale di UnArchive. Infatti presentando opere che si sviluppano nello spazio, come sono le installazioni, propone una visione alternativa e complementare a quella offerta nelle sale del Festival. La collaborazione è iniziata nel 2024 con l’installazione afterimages, in cui ho utilizzato filmati della mia famiglia per evocare il senso di immaterialità della fugace apparizione di ciò che è esistito, restituendo così quella presenza dell’assenza intrinseca alla proiezione cinematografica. Nel 2025 Aušra Lukošiūnienė ha presentato Tempo passato perfetto a Roma, in cui l’artista lituana ha ricostruito una mappa della città attraverso fotografie e filmati della famiglia di Stasys Lozoraitis, ultimo ambasciatore della Lituania in Italia prima dell’annessione sovietica del 1940. Tracciando i luoghi della sua vita e di quella della sua famiglia, l’opera ci restituisce la continua resistenza di una figura divenuta poi simbolo in patria dell’indipendenza nazionale. Quest’anno l’artista basca Estibaliz Sádaba Murguía presenta un collage di immagini tratte da film di famiglia, in cui scene di vita domestica di donne italiane si intrecciano con gesti performativi realizzati in una cucina. La precarietà dell’equilibrio nei passi su tacchi alti, ripresi dall’artista, crea una relazione diretta con la claustrofobia della vita delle donne rappresentate nei film d’archivio girati all’interno dello spazio domestico. Attraverso gesti irriverenti e una certa ironia, (Re)Constructing the Domestic rende visibile una delle condizioni di segregazione di genere da cui si fatica ancora a emergere.

Caterina Borelli


Estibaliz Sádaba Murguía

Artista e dottore di ricerca in Arte e Ricerca presso l’Università dei Paesi Baschi (EHU). Nel corso della sua carriera, ha prodotto video, performance, installazioni e opere sonore. Nei suoi progetti più recenti, ha cercato di riflettere sulle difficoltà storiche che le donne hanno affrontato nell’interazione con lo spazio pubblico e sul loro confinamento nella sfera domestica. Fin dai suoi esordi nei primi anni Novanta, si è impegnata a mantenere una posizione politica nei confronti della realtà quotidiana, sempre da una prospettiva creativa. Attraverso queste opere femministe e sperimentali, cerca di trasmettere esperienze collettive, personali e storiche.

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