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Oggetti smarriti: in cerca di Giuseppe Bertolucci

In cerca del sessantotto – Tracce e indizi

Italia / 1996 / 74’


Il “Sessantotto” italiano e mondiale rappresenta un evento estremamente complesso e articolato. Il curatore tenta di dipanare alcuni dei principali fili di un’intricata matassa di avvenimenti, di personaggi, di processi, di culture. Dai primi segni del nuovo impegno dei giovani, nel 1966, fino al 1969, il racconto procede in modo non cronologico muovendosi sul filo dell’emozione oltre che su quello della ricostruzione storica. Il film è organizzato in oltre 20 voci, da “Alluvione” a “Uno di noi”, procedendo attraverso “Buoni”, “Cattivi”, “Consumismo”, “Contestazione”per arrivare a “Fiaba”, “Fiat”, “Neri”, “Polizia”, e molte altre ancora. In questa sorta di dizionario del ’68 vengono ripercorsi alcuni eventi cruciali di quel periodo storico: dalle prime occupazioni delle Università alla battaglia di Valle Giulia, dal maggio francese alle rivolte dei neri americani, dalle lotte antimperialiste al dogmatismo dei gruppi marxisti-leninisti – che manifestano agitando il “libretto rosso”, dalla repressione poliziesca al dibattito tra gli intellettuali.

Nel Sessantotto io non c’ero perché non ero ancora un cineasta. Ero uno studente. Nel sessantotto ho compiuto ventun anni.
È stato uno dei momenti più felici e più strazianti della mia vita. Per questo mi sono avvicinato ai materiali che raccontano quegli anni con emozione e inquietudine. Per questo dovendo trovare un qualche filo logico tra quelle immagini e quei suoni, ho subito pensato di ricorrere all’ordine alfabetico, il metodo di classificazione più elementare e. almeno apparentemente – il più neutro. Per difendermi, per non recriminare, per non rimpiangere, Forse anche per non riflettere. Ecco qualcosa che un militante del sessantotto non mi avrebbe mai perdonato.
Giuseppe Bertolucci

CINEMA INTRASTEVERE – Sala 2, 26 maggio, 18:00

Presentano Mimmo Rafale e Lidia Ravera 

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